in occasione dell’Assemblea plenaria del Kimberley Process, il
settore ha investito fondi e risorse per affrontare le sfide che si presentano ai
Paesi a forte prevalenza di estrazioni da depositi di origine alluvionale di tipo
artigianale.
Durante l’Assemblea plenaria del novembre 2006 si è deciso che il Kimberley Process
continuerà a cooperare e mantenere i rapporti con le Nazioni Unite e altre
Organizzazioni e iniziative, come la Extractive Industries Transparency Initiative, la
Diamond Development Initiative e ONG locali e internazionali per affrontare questioni
gestionali, normative, sociali e di sviluppo cui devono far fronte i Paesi che praticano
l’estrazione di diamanti a livello artigianale e per sviluppare stretti partenariati con le
comunità coinvolte e la società civile a livello locale. L’Angola è stata selezionata per
dirigere il nuovo gruppo di lavoro sulla produzione artigianale di diamanti da depositi di
origine alluvionale, che affronterà questioni particolarmente sensibili per i produttori di
tale settore.
K.G. Moshashane, Presidente del Kimberley Process ha affermato: “Sono lieto che
questa importante sessione plenaria del Kimberley Process si sia conclusa su una nota
positiva. Alle nazioni aderenti, alla società civile e al settore dei diamanti è stato lanciato
un chiaro messaggio: vale a dire che questa straordinaria coalizione intende continuare
a collaborare. Potremmo non essere d’accordo su tutto, ma siamo uniti nel credere che il
Kimberley Process sia lo strumento migliore per porre fine definitivamente al commercio
dei diamanti da conflitto”.
Ian Smillie, coordinatore dell’Organizzazione Partnership Africa Canada, ha affermato:
“Abbiamo aperto questo incontro con forti perplessità sul futuro del Kimberley Process.
Siamo molto felici dei notevoli progressi realizzati nell’affrontare problemi seri con
rapidità ed efficacia”.
Eli Izhakoff, Presidente del World Diamond Council ha affermato: “Viste le sfide che
abbiamo affrontato prima di questa sessione plenaria, siamo lieti dei traguardi raggiunti
qui a Gaborone. Il Botswana, cui spetta gran parte del merito, ha esercitato
egregiamente un ruolo guida in un momento chiave del Kimberley Process. Sono state
soddisfatte tutte le richieste del settore e ciò rispecchia la determinazione dei Governi
aderenti nel garantire la credibilità del Processo e la sua risolutezza nel raccogliere le
sfide future”.
Secondo un rapporto presentato al Consiglio di sicurezza dell’ONU nel mese di ottobre
2006, i diamanti da conflitto stavano illegalmente oltrepassando i confini dalla Costa
d’Avorio diretti in Ghana. A tal proposito il Kimberley Process ha costituito un piano
d’azione che il Ghana avrebbe dovuto portare a termine entro il 14 febbraio 2006. Tale
piano richiede l’intervento di esperti del WDC per confermare che i diamanti esportati dal
Ghana durante questo periodo di intenso monitoraggio non provengano dalla Costa
d’Avorio, ulteriori misure di sicurezza per lo snodo commerciale, inclusa una presenza
ancora più capillare delle forze dell’ordine, un maggiore intervento delle agenzie
governative del Ghana per garantire la legalità delle esportazioni dei diamanti e altro
ancora. Nel febbraio 2007 il KP invierà in Ghana un team di esperti per valutare lo stato
di avanzamento del piano d’azione.
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